venerdì 18 maggio 2018

Recensione 2018 #06 - Koyasan

Chi mi conosce abbastanza bene, o chi condivide con me la passione per la letteratura horror, sa quanto io ami Darren Shan... sa, soprattutto, che si tratta del mio autore preferito in assoluto e che cerco SEMPRE di tenermi al passo con le sue letture, anche se si tratta di letture ardue, soprattutto dal momento che, non avendo avuto questo gran seguito in patria, i nuovi libri di Darren Shan sono disponibili esclusivamente in inglese (o tedesco, olandese, etc... ma non in Italiano).
Oltretutto c'è da dire che il fantastico Darren ama utilizzare un certo "slang" nei suoi romanzi, un linguaggio derivante anche dalla sua cultura irlandese e a volte è davvero difficile capire certi "giochi di parole" o modi di dire, ma non sempre, fortunatamente.
Questo preambolo dunque, per introdurre la nuova recensione del giorno: Koyasan, di Darren Shan... una lettura per ragazzi unica nel suo genere!

KOYASAN - The spirits are waiting...
★★★★★

SINOSSI: Take a step into the unknown in a spine tingling story for World Book Day from the internationally bestselling Darren Shan. The boys and girls in the graveyard were shouting, but Koyasan no longer heard them. The world had become a wide, grey void. She could hear deep rasping sounds, the breath of creatures which had been human once but weren't any more... Koyasan is too scared to cross the bridge and play in the graveyard like the other children. But when her sister's soul is stolen, she must find the courage to enter a realm of evil, shape-shifting spirits.And the spirits are waiting...



-LA MIA OPINIONE-

C'è stato un tempo in cui, l'andare a caccia di "pietre preziose" della letteratura horror e collezionarle, stipandole nella mia libreria, mi dava quel certo non so ché di onnipotenza che risultava difficile smettere, anche quando non si aveva ormai più il tempo di leggere tutti i romanzi accumulati.
Fortunatamente, nella sfortuna, le condizioni economiche in cui vertevo hanno giocato un ruolo determinante nella cessazione di tale pratica (ora fortunatamente va meglio, ho un lavoro, una casa... insomma, nulla di cui lamentarmi)!
Ciò ovviamente non vale per i romanzi di Darren Shan... il mio obbiettivo ultimo è infatti averli tutti, che si tratti di versioni cartacee, o digitali non fa differenza... li voglio, punto!
Trovare il romanzo di Koyasan, all'epoca almeno, è stata un'impresa assai ardua: esisteva solo il cartaceo (ora è disponibile anche su kindle), usato e molte volte in condizioni orribili. Quando trovavo la copia perfetta poi, amazon non la consegnava in Olanda. Alla fine quindi l'ho fatto arrivare a casa dei miei genitori in Italia e lo sono andata a prendere non appena ho avuto modo di scappare per le vacanze.
Nonostante ciò ne ho ritardato, e di parecchio, la lettura.
Sono convinta che ci sia un tempo e un luogo per ogni libro. Posso comprarne a tonnellate ma se il mio cervello non è predisposto per tale lettura difficilmente si godrà l'esperienza. E come spesso accade anche per i romanzi che scrivo, lascio molti libri (e lo stesso è accaduto a Koyasan) a "decantare", fin quando mi chiamano a sé, pronti per essere letti.
Può suonare stupido, ma questo è il mio approccio alla lettura, è inutile sforzarsi, se non è il momento bisogna lasciare stare.
Ieri però, dopo aver scritto la recensione di Once upon a Zombie che trovate a questo link: Once upon a zombie - Il colore della paura, qualcosa in me è scattato e i miei occhi hanno immediatamente trovato la meravigliosa copertina di Koyasan. Mi sono detta: "voglio leggere qualcosa di veramente terrificante, qualcosa di valido, qualcosa che so, mi saprà scuotere le viscere", e così effettivamente è stato.
Darren Shan infatti non si smentisce mai, nemmeno quando abbassa i toni di un romanzo per adattarlo a un pubblico più giovane: i brividi, ragazzi miei, quella sensazione che ti si aggrappa alle budella e te le rivolta sotto sopra, tutto questo c'è sempre! Ebbene sì, perchè Darren Shan non è solo un abile scrittore come ce ne sono pochi a mio parere, ma perchè è anche un fantastico cicerone. Quando scrive un romanzo ti porta con sé, mano nella mano, all'interno della sua avventura, del suo incubo. Ti fa respirare attraverso le bocche dei suoi protagonisti, ti fa osservare l'ignoto dagli occhi dei suoi personaggi e quell'oscurità che con tanta audacia crea a sua volta ti restituisce lo sguardo, facendoti tremare.
Koyasan, come dicevo, nonostante sia un libro per ragazzi, non si distoglie dallo stile di Darren Shan.
Il racconto (il testo infatti è molto corto, in cartaceo appena un centinaio di pagine, in ebook si aggira attorno alla cinquantina) è stato scritto per l'evento World Book Day del 2006, un evento per promuovere la lettura, letteratura e i libri in generale.
Il tema non è quello tipico di Darren Shan, infatti la vicenda si svolge lontano dai luoghi comunemente utilizzati come sfondo dall'autore, ma ho davvero apprezzato questa immersione nel mondo sovrannaturale giapponese.
Koyasan è una ragazzina di una decina di anni, almeno io l'ho percepita così, tra i dieci e i dodici anni massimo che vive in un piccolo villaggio dell'entroterra giapponese, avvolto dalla natura. Al limitare di questo villaggio c'è un vecchio cimitero che si allunga sino alla collina che ne domina la visuale; un cimitero così vasto che è impossibile contare quante anime vi riposino e così vecchio che ormai nessuno sa più da quanto tempo esista, probabilmente da sempre, quasi che fosse nato assieme al villaggio stesso.
A dividere il mondo dei morti da quello dei vivi c'è solo un piccolo fiumiciattolo, sormontato da un ponticello di pietra. Non pare molto, ma tutti al villaggio, Koyasan compresa, sanno che nessuna anima, nemmeno la più rabbiosa e potente, potrà mai attraversare quel fiume, tanto più che le anime più oscure si affastellano caotiche su per la collina e raramente scendono tra le lapidi più nuove, luogo, tra l'altro, dove i bambini più coraggiosi giocano durante il giorno, sicuri che nulla possa mai attaccarli grazie ai benefici raggi solari che li proteggono dall'oscurità.
Tutti, meno che una bambina: Koyasan.
Koyasan è letteralmente terrorizzata da quel luogo e dalle possibili insidie ivi nascoste, così terrorizzata da non riuscire mai e poi mai a muovere un passo oltre l'inizio del ponte che la separa dal cimitero. E per questo motivo è vittima di scherno dagli altri bambini del villaggio e spesso è costretta a giocare da sola, anche se preferisce passare il tempo ad aiutare i suoi genitori nel lavoro, anche quello più duro.
Un giorno però, Koyasan decide di vincere le sue paure! Si sveglia con la determinazione di una donna adulta: lei varcherà la soglia del cimitero e andrà a giocare con gli altri bambini, costi quel che costi! E questo pensiero la anima fino al fatidico ponte, accompagnata dalla sua sorellina minore, Maiko, che corre sfrenata verso il cimitero senza pensarci due volte.
Koyasan invece si gela sul posto; nemmeno masticare le sue adorate teste d'aglio l'aiuta a tranquillizzare i nervi. E mentre si chiede come possa una bambina piccola come Maiko giocare tra le lapidi con tanta disinvoltura, senza avere paura che un fantasma possa comparire alle sue spalle, lentamente cede il passo e si allontana, ancora una volta presa di mira dai ragazzini che la superano, chiamandola codarda.
Ed è effettivamente come si sente, una codarda.
Koyasan passa così la giornata al villaggio, aiutando i suoi genitori, finché nel tardo pomeriggio non si imbatte nella vecchia Itako, seduta al portico di casa sua.
Itako è la più anziana del paese, una donna dai molti talenti, insegnante, dottoressa, racconta storie, legiferatrice e per questo tenuta in grande considerazione dagli altri abitanti.
Spronata dalla sua curiosità, la bambina le racconta cosa la angoscia e come mai non si trovi con i suoi coetanei al cimitero, ma assieme alle rassicurazioni della donna giunge anche una profezia: presto infatti, Koyasan dovrà affrontare la sua più grande paura e si ritroverà in grossi guai.
Questa, a grandi linee, è l'inizio della storia e credetemi, già così promette bene, molto bene!
I giorni si susseguono con tranquillità al villaggio, ma Koyasan non riesce a togliersi dalla testa l'avvertimento di Itako e la sua promessa di aiuto in caso la bambina necessiti di supporto. Così, per tenersi il più lontano possibile dal cimitero ed evitare che l'inevitabile accada, si inventa ogni genere di scusa. Persino durante la giornata dedicata alla contemplazione degli antenati Koyasan, grazie a una scusa qualunque, riesce a evitare di entrare, o anche solo di avvicinarsi al cimitero.
Prende con sé la sua sorellina e si catapulta alle cascate fino al tramonto. Sua sorella Maiko non è molto felice della cosa perché vorrebbe andare a giocare con gli altri bambini al cimitero, ma Koyasan è più che determinata a stare lontano da quel luogo. Eppure, sulla via del ritorno, proprio in prossimità del cimitero, Maiko forza un'ultima volta la pazienza di sua sorella maggiore, così Koyasan la sfida ad andare, sola, al tramonto, nel cimitero.
Maiko, inizialmente indecisa sul da farsi, avverte successivamente una risata tra le tombe e così scappa verso il cimitero e sparisce tra le ombre.
Il panico pervade Koyasan, divisa tra il dovere e la sua parte irrazionale: andare a recuperare Maiko, o correre a casa, senza la sua sorellina, affrontando le ire dei suoi genitori? Genitori che, tra l'altro, hanno allarmato mezzo villaggio e, grazie a uno dei bambini che stava portando un'offerta alle anime del cimitero, vengono aggiornati su quanto appena accaduto.
Quando i genitori delle bambine giungono al ponte, pochissimi istanti prima Koyasan avverte qualcuno sussurrare il suo nome e poi sua sorella, o almeno ciò che ne resta, esce dalle ombre del cimitero, camminando verso di lei: i fantasmi le hanno rubato l'anima e Maiko morirà alle prime luci dell'alba se qualcuno non riporterà indietro il suo spirito, questa la diagnosi della vecchia Itako, chiamata d'urgenza dai genitori di Koyasan.
Ma c'è qualcosa che la donna non rivela, qualcosa di sottinteso, qualcosa che solo lei e la bambina sanno, qualcosa che solo Koyasan coglie nelle parole dell'anziana: gli spiriti del cimitero, nel momento stesso in cui hanno sussurrato il nome della ragazzina quando Maiko è ricomparsa, le hanno lanciato una sfida, entrare nel cimitero per riscattare l'anima della sorella prima che il nuovo sole sorga.
Ed è così che la profezia dell'anziana Itako si compie.
Koyasan, costretta da un forte senso di colpa, ma anche dall'amore verso sua sorella e i suoi genitori, si addentra nel cimitero e qui dovrà non solo affrontare le sue più grandi paure, ma anche l'ostacolo più grosso della sua vita: sé stessa.
Un fantastico romanzo/racconto di crescita con un finale che da modo al lettore di pensare, regalandoci non solo brividi di paura, ma anche una morale e un certo senso di serenità, tranquillità e appagamento al quale aggrapparci per il futuro.
La scrittura è molto più semplice del solito, probabilmente pensata ad hoc per i giovani lettori a cui è rivolta questa avventura.
I personaggi sono ben delineati nonostante la brevità dello scritto ed emergono, vibranti, in tutta la loro poesia. Sì, perché Darren Shan è riuscito magnificamente a cogliere la poesia e la delicatezza, la magia insita nella realtà giapponese, soprattutto quella nota evocativa che fa parte del panorama spirituale del Sol levante.
D'altronde era impossibile aspettarsi altro da questo genio della scrittura.
E voi, avete mai letto qualcosa di Darren Shan? Siete incuriositi da questo racconto?
Io, soprattutto se amanti del Giappone e delle storie dell'orrore, ve lo consiglio caldamente. Potreste essere forviati dal fatto che si tratti di uno scritto per ragazzi, ma questo non vuol dire che non sia una lettura meritevole! Darren Shan infatti è uno dei pochi scrittori che riesce a unire bambini e adulti sotto un'unica bandiera, ogni adulto si ritroverà stregato dalla sua narrazione e tornerà un po' bambino, tremando di paura ,o sognando l'impossibile a seconda di cosa, questo fantastico autore, desideri instillare nel lettore.
Insomma va, leggetelo e se lo avete già fatto (ma anche se non lo avete fatto, ma siete curiosi di conoscere Koyasan e la sua avventura) fatemelo sapere nei commenti qui di seguito!

Alla prossima recensione allora e buon Week-end a tutti voi!



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